Culatello: conoscerlo per amarlo

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Il culatello, oltre ad essere un'eccellenza dell'arte norcina, è anche una delle nostre più apprezzate specialità.

Ma come riconoscerlo? E cosa differenzia il culatello da un normale prosciutto crudo?

Naturalmente la prova dell'assaggio fuga ogni dubbio ma per consentire ai nostri clienti di conoscere meglio questo prodotto cercheremo di fornire loro anche qualche nozione teorica.

Culatello: origine e lavorazione

Come dicevamo, alla vista culatello e prosciutto crudo potrebbero sembrare lo stesso prodotto ma, in realtà, si tratta di due affettati del tutto diversi, provenienti da parti differenti dello stesso animale, il suino, e lavorati con un processo simile ma non uguale.

Per il prosciutto crudo, e ne parleremo più approfonditamente in un'altra sede, si usa tutta la coscia, dalla quale vengono eliminati una parte del grasso e la cotenna. 

Per produrre il culatello, invece, si usa la parte più pregiata e tenera del suino, ovvero il gluteo.

Si procede poi eliminando la cotenna, il grasso, le ossa e il cosiddetto fiocco.

La stagionatura del culatello

Come per altre specialità nostrane, vedi per esempio il salame alla birra, uno dei segreti è la stagionatura.

Ogni prodotto ha la sua e un mese in più o in meno può completamente cambiare il risultato finale.

Per portare a stagionatura un culatello, per esempio, ci vogliono non meno di 10 mesi, mentre per il prosciutto sono necessari almeno 12 mesi di stagionatura.

Ecco un'altra caratteristica che distingue i due prodotti.

Come abbiamo visto nella nostra guida sulla differenza tra pancetta e guanciale, conoscere le peculiarità di ogni eccellenza è fondamentale per poterne esaltare il sapore in aperitivi e ricette.

Il nostro valore aggiunto

Sia il culatello che il prosciutto prodotti nel nostro laboratorio vengono stagionati per nostro conto in uno degli storici prosciuttifici di Bassiano (LT), località rinomata proprio per la bontà dei suoi prosciutti.